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Asti c'è mai nessuno.
fa caldo, non escono.
fa freddo, non escono.
se escono, vanno da un'altra parte.
Lù: "e quindi fai pilates"
SmokingPilates: "sì"
Lù: "e tu?"
PilatesDiCarta: "facciamo pilates, è tipo uno sport estremo"
Lù: "Ah. Peccato non potermi fermare a provarlo: devo sbrigarmi a finire i miei pesi che stasera mi aspetta una cena che guarda.."
SmokingPilates: "uh una cena? Con chi?"
Lù: "da amici, però io vado solo per lui, lei non la posso soffrire!"
SmokingPilates: "ah sì ho capito. Hai ragione la conosco, lei è una stronza paura."
Lù: "sì."
SmokingPilates: "allora ci vediamo a casa tra un'oretta. Pensi tu alle pizze?"
Lù: "sì, a dopo."
Asti quando piove divenda una lastra grigia e lucida. Oggi ad Asti pioveva. Oggi ho camminato in questo grigio. In un angolo di pavè una pozzanghera; piuttosto grande, piuttosto profonda. Acqua grigia anche lei, non si vedeva il fondo e non si vedeva neppure il cielo riflesso. Accovacciato ai bordi della pozzanghera, un bimbo. Nelle mani del bimbo, una paperella di gomma gonfiabile fucsia. Nella pozzanghera, che galleggia, un'altra paperella, rossa. Sotto la pioggia mi allontano, prima di diventare lucida, se non grigia, pure io, domandandomi se è lui che ha troppa fantasia o se son io che ne ho troppo poca.
io che cammino per strada. con passo marziale. perché ho fretta. io che cammino per strada. io che cammino per strada. io che cammino per strada. che ho una meta precisa. so dove andare. esco di casa giù dritto, breve svolta a sinistra, ancora dritto dritto. dritto. dritto... no, qui forse devo girare, no... devo girare più in là. dritto. dritto. e ora? non dovevo sbucare qua. forse se continuo ad andare dritto... ecco, ora forse se giro a sinistra... no. decisamente non è qui. forse se torno indietro. e poi giro a destra. io che cammino per strada. e mi perdo, a due passi da casa. e perdendomi in giro per la mia città, ritrovo vicoli stretti e pietre antiche, facciate dipinte e restrutturazioni recenti. ritrovo una Asti che non vedo quasi mai, lontana dai giri abituali, dalle mete di tutti i giorni e anche da quelle dei giorni particolari. accompagnata da un sole tiepido, e da una leggera aria di sfida, contro cosa, poi mi domando... ritrovo un passo più lento, che assapora il contatto con la pietra che incontra, e uno sguardo che può girare libero a curiosare. intorno a me non c'è nessuno. ritrovo un respiro più mio. e ritrovo la strada. e raggiungo la meta.
Asti è quel meraviglioso incubo di neve in cui per impegno sociale non prendi la macchina per non intasare un traffico già agonizzante, e uscita di casa ti rendi conto che le strade sono libere e pulite, ma è il marciapiedi che è una trappola mortale di patine gelate.
... come Zona Traffico Pazzia. Oggi di tutti i colori per le stradine e i sensi attorno alla facoltà di Asti. Io arrivo qualche minuto, ma forse sono secondi, prima delle nove ed è tutto normale. Le rotonde fatiscenti in fieri che ci sono non mi fanno bestemmiare più di tanto, che ci si abitua a tutto noi...
Fatto sta che inizio a farmi il primo caffèsizza quando due arrivano e cominciano a dire che dalle nove era cambiato il senso di marcia, che ora è tutto un casino, che per andare a casa sarà da manicomio... Cristoni e proteste a gogo.
Io subito non mi ci infilo nel mare della polemica perchè realizzo di essere stato l'ultimo automobilista a percorrere la via sottostante alla vecchia maniera... Chissà se fra cinquantanni quando faranno le foto alle strade per metterle al confronto com erano una volta parleranno di me... Chissà se al posto della statua di Padre Pio ci sarà una statua a raffigurarmi con la paglia in bocca... Chissà se mi intitoleranno la via, la scuola... Però capisco subito che sarà difficile perchè non c'erano nemmeno le telecamere di Verissimo... Bella merda...
Allora mi addentro nelle discussioni come un virus, ipotizzando scenari apocalittici, carrozzieri consenzienti, auto velox, telecamere e sensi di marcia in base alle ore pari dei giorni dispari e così via...
Frattanto sotto vediamo addetti del comune e della segnaletica o chi per essi a bestemmiarsi addosso e quasi darsele di santa ragione... Noi di già apriamo le finestre e li guardiamo divertiti... Si continua così per delle ore, parlando di parcheggi, stalli blu, viabilità e commercianti incazzati...
Tornando a casa dall'uscita del rampone fino al primo stop sfioro una decina di frontali, ma forse sarà proprio così, il bello della zetatipì...
Asti cerca di elevarsi dotandosi di una multisala. E' l'evento degli ultimi giorni. Tutti ne parlano, e io chiedo, chiedo sempre. Confronti con le altre multisala, confort, parcheggio, gente, braccioli, posti, bar ecc...
E tutte le risposte che ricevo mi incuriosiscono sempre di più. Voglio andare, voglio passare un paio d'ore in sala 4, nei posti vip, bevendo una cocacola da un litroemezzo, con uno schermo paura e un audio che spacca...
Ma è possibile che su sette sale o quante sono non ci sia un film che mi spinga ad andare? Speravo nel venerdì (oggi), classico giorno di cambio programmazione, ma niente da fare: un solo film nuovo e non mi interessa nemmeno... ...e ci credo che ci si va a divertire altrove...
In attesa di pubblicare i miei personalissimi Auguri di Buon Natale e di Felice Anno Nuovo, volevo condividere con voi questo fantastico Jingle che tutto lo staff di Primaradio ha voluto dedicare ai suoi ascoltatori.
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Un ringraziamento particolare va a Mimmo per aver fornito la base e a Marcolino per il fantastico montaggio!
Asti è invasa dal rosso e dal bianco. Ma i colori di Santa Claus e del Natale non hanno nulla a che fare. Tutt'altro! E' il periodo delle rotonde o dei rondò che dir si voglia. Quelli provvisori, plasticosi...
E' più facile per un cammello entrare nella cruna di un ago che per un residente ad Asti trovare del filo di nylon nei negozi sotto le feste.